La forza di ricominciare
Incontro con Ruun Cali e Khaleda Hakimi
Due donne provenienti da due continenti diversi e con due storie straordinarie di coraggio e resilienza. Ruun Cali è fuggita da Mogadiscio (Somalia) a soli otto anni, attraversando da sola Kenya, Etiopia, Sudan, Yemen, Arabia Saudita ed Emirati Arabi prima di approdare, con un volo da Dubai verso l’ignoto, in Svizzera. Khaleda Hakimi ha lasciato a piedi Kabul (Afghanistan) con la figlia piccola, sfidando la guerra e un lungo iter burocratico che per anni ha rischiato di separarla dalla terra in cui aveva ritrovato speranza. Entrambe hanno conosciuto la paura, la perdita, l’incertezza. Entrambe hanno scelto di non arrendersi. Oggi vivono in Ticino, dove hanno costruito – con tenacia e con l’aiuto di comunità solidali – una nuova vita tutta loro. Due preziose testimonianze per riflettere su cosa significhi ricominciare, sul valore dell’accoglienza e sulla forza silenziosa di chi, dopo aver perso tutto, trova il coraggio di sognare ancora.
Modera la serata Stefano Vassere, direttore delle Biblioteche cantonali.
Segue un momento conviviale. Evento gratuito organizzato dall'Associazione Ghefyra in collaborazione con la Biblioteca cantonale di Locarno.
Note biografiche
Ruun Cali nata a Mogadiscio, in Somalia, viene abbandonata all’età di otto anni e intraprende da sola un viaggio lungo e pericoloso attraverso diversi paesi – Kenya, Etiopia, Sudan, Yemen, Arabia Saudita ed Emirati Arabi – prima di raggiungere, con un volo da Dubai verso l’ignoto, la Svizzera. Giunta come richiedente l’asilo, transita per Ginevra, Vallorbe, Chiasso, Cadro e Bellinzona, fino ad approdare ad Airolo, in Leventina, dove trova finalmente casa. Impara la lingua, scopre una cultura nuova e ricostruisce la propria vita partendo da zero, trovando nella fede e nella determinazione le sue ancore. Oggi lavora come cuoca, specializzata nelle tradizioni culinarie locali ma custode anche dei sapori della sua terra. Ha raccontato il suo percorso nel libro “Portata dal vento”, testimonianza potente di un’esistenza segnata dalla fuga ma riscattata dalla forza di ricominciare.
Khaleda Hakimi lascia Kabul nel 2017, in fuga dalla guerra, portando con sé la figlia Satayesh ancora bambina. Dopo un lungo e travagliato percorso attraverso l’Europa – con una prima registrazione in Slovenia che le obbliga al regolamento di Dublino – madre e figlia trovano rifugio a Brione Verzasca nel 2022, dove la comunità locale le accoglie con affetto e solidarietà. La minaccia di espulsione mobilita un’intera valle: oltre 2.500 persone firmano una petizione in loro sostegno. Il Tribunale amministrativo federale sospende il provvedimento di allontanamento e, dopo ulteriori ricorsi, ribalta la decisione della Segreteria di Stato della migrazione. Oggi Khaleda vive a Gordola, ha ripreso i corsi di italiano e svolge dei piccoli lavoretti come sarta in attesa di trovare un lavoro a tempo pieno e sognando di aprire una propria sartoria. Il permesso di dimora finalmente ottenuto ha posto fine a un’odissea durata anni, restituendole – insieme alla figlia – la possibilità di costruire un futuro stabile in Ticino.
Date
- Venerdì 22 maggio 2026dalle 18:30 alle 20:00
Prezzi e prevendita
Entrata gratuita
Organizzatore
Associazione GhefyraMeteo
L'evento si svolge con qualsiasi tempo
